CCNL e Appalti Pubblici: la verifica di equivalenza non è una formalità, ma un obbligo sostanziale.
La recente sentenza del TAR Lombardia-Milano n. 296/2025 ha ribadito un principio essenziale: la verifica di equivalenza delle tutele economiche e normative non può essere un mero atto formale, ma un passaggio obbligato per la legittimità dell’aggiudicazione.
Cosa ha stabilito il TAR?
- Obbligo rafforzato per le stazioni appaltanti: se un operatore economico adotta un CCNL diverso da quello indicato nella lex specialis, l’Amministrazione deve accertarne l’equivalenza prima dell’affidamento.
- Verifica effettiva e documentata: non basta accettare la dichiarazione del concorrente, ma occorre un’analisi approfondita, con un subprocedimento simile a quello per la verifica dell’anomalia dell’offerta, i cui esiti devono emergere dai verbali di gara.
Il punto chiave della sentenza
Il TAR ha annullato l’aggiudicazione perché la PA non aveva verificato l’equivalenza delle tutele, accettando passivamente la dichiarazione del concorrente. Ha quindi ordinato la riapertura del procedimento.
Implicazioni pratiche: un monito per imprese e PA
Questa pronuncia sottolinea che l’equivalenza delle tutele è un criterio essenziale negli appalti pubblici. Il Decreto Correttivo rafforza la tutela dei lavoratori e impone maggiore rigore nella valutazione dei CCNL alternativi.
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